"La sapienza è figlia dell'esperienza" - Leonardo Da Vinci
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Lettera del Dirigente Scolastico 2020

Alla vigilia della “ripartenza”, della ripresa dell’attività didattica in presenza, dopo sei mesi di “sospensione”, se non si conta il rientro a scuola per gli Esami di Stato, molteplici sensazioni transitano nella mente di chi scrive. Sentimenti ed emozioni che giungono in ordine sparso, com’è proprio della sfera emotiva, oltre a pensieri - un flusso di pensieri - che necessitano di essere trasferiti su pagine digitali, per non dimenticare le cose da fare, le tante, oserei dire troppe, cose da fare per lunedì 14 settembre, giorno della ripartenza, e per i giorni a seguire. In modo da dare ordine a questo groviglio di passaggi emotivi e non, provo a “titolare” quanto in questo momento di pre-ripartenza sento, avverto, in modo da rendere più leggibile e condivisibile il tutto.

1. Ringraziamenti

Intendo innanzitutto ringraziare per il lavoro infaticabile chi dalla sospensione delle lezioni ad ora non si è mai fermato per la misurazione delle aule, la costruzione del layout delle aule, secondo quanto definito dal Comitato Tecnico Scientifico e dalle linee guida MIUR, la definizione di strategie per orari e gli spazi, la definizione e l’installazione della cartellonistica, e molto altro. Tutto ciò perché la scuola, la nostra scuola, potesse essere pronta per la ripartenza in presenza di tutte le studentesse e di tutti gli studenti. Tale prezioso lavoro, che ha prodotto le Linee Guida per la ripartenza della nostra scuola, non sarebbe stato possibile senza l’infaticabile contributo e il lavoro senza sosta dei docenti del coordinamento dirigenza, dei componenti il servizio di prevenzione e protezione, della DSGA, dell’ufficio tecnico, delle collaboratrici e dei collaboratori scolastici, del gruppo di supporto per l’organizzazione e la didattica, delle assistenti amministrative. Senza il loro lavoro non avremmo predisposto al meglio le condizioni per la ripartenza, e neppure senza il lavoro di condivisione con i docenti, con gran parte dei quali non si è interrotta la “vicinanza” comunicativa durante l’estate, insegnanti che hanno condiviso quanto elaborato. E neppure senza genitori e alunni, che si sono interessati a ciò che andavamo facendo, e senza le rappresentanze nel consiglio di istituto per l’approvazione dell’integrazione al regolamento di istituto di quanto predisposto. Non si può non ringraziare il territorio, a partire dal Comune di Poggibonsi, sempre punto di riferimento anche nel definire patti territoriali con il capitale sociale della città e dell’area.

2. Complessità

Il quadro in cui tutti i componenti la comunità educante si devono muovere, che devono esperire ed agire, è complesso, lo sappiamo. Quadro complesso in cui è bene distinguere competenze e ruoli. Da una parte il MIUR, il CTS, l’ISS, il Ministero della salute, la ASL, i Presidi Sanitari, dall’altra la scuola, il DS, i docenti, il personale ATA. Il quadro è in evoluzione ma già tracciato almeno per una parte. Noi dobbiamo fare la nostra parte, evidenziando il valore del rientro, del recupero pieno della dimensione emotiva e relazionale oltre che culturale e meramente legata alle discipline di studio. Non possiamo e non dobbiamo certo sostituirci all’autorità competente inerentemente le misure e le regole per contenimento/prevenzione contagio, ma dobbiamo fare di tutto, partendo da quelle regole e rispettando quelle misure, per ridurre il più possibile le condizioni di rischio e al contempo proseguire con la nostra azione didattica e formativa, in cui la promozione della cultura della sicurezza è incardinata, nell’ottica della salute, intesa nella sua accezione più ampio, che va oltre la dimensione meramente sanitaria, e dell’ educazione alla cittadinanza consapevole e responsabile. Il quadro è complesso ma dobbiamo saperlo governare senza volgere la complessità in complicazione.

3. Scuola-Comunità

Noi possiamo molto come SCUOLA-COMUNITÀ nell’attenersi/far attenere alle misure e alla regole, possiamo molto perché siamo - lo abbiamo potuto sperimentare anche durante il periodo di sospensione delle lezioni in presenza - una COMUNITÀ EDUCANTE efficace. Abbiamo di nuovo la possibilità di provare ciò entro questa complessità a livello di contesto e scenario; si sa, è nei momenti più difficili che può emergere con forza il quid di ognuno, dei singoli, dei gruppi, delle organizzazioni. Le nostre strategie: il senso di un fare scuola in cui la dimensione emotiva è parte attiva e forte, il senso della rete nel far passare REGOLE, SENSO DI RESPONSABILITÀ e condividere con studentesse e studenti e famiglie regole la necessità di supporto emotivo, relazionale, culturale. Solo così possiamo ridurre il rischio da contagio e diffusione e trasmissione del virus, e ridurre sia la sottovalutazione della situazione sia la sua esasperazione, entrambe non positive in generale, ancora di più nell’ambiente-scuola, ambiente educativo per antonomasia. Solo così si ridà anche valore ad un luogo, la Scuola, la cui immagine e il cui senso sono stati fortemente manomessi a livello mediatico, perché tutti si sentono autorizzati a parlare di scuola, spesso a vanvera, e a portarla dentro strumentalizzazioni di vario genere che come scuola non ci devono riguardare.

4. La Ripartenza

Tutto è pronto per lunedì (dalla cartellonistica, alla divisione in settori delle aule, il set di aula con tanto di carta assorbente e gel e cestino con coperchio, termoscanner, etc.). Tutto è pronto per permettere il rientro al meglio in aula di studentesse e studenti e di docenti, tutto è pronto, anche se non tutto sarà perfetto, ma perfettibile, vista l’evoluzione del contesto e del quadro normativo che ci porta a rivedere dettagli e non solo, visto che ancora attendiamo la partita dei banchi dal Ministero, una partita importante di banchi mono posto e di sedute innovative, per cui abbiamo sopperito in parte con quanto disponibile a livello di scuola in termini di arredi. Non tutto sarà perfetto visto il gran lavoro che è stato compiuto in primis dal personale ATA che ha dovuto operare alla presenza di cantieri per lavori in programma che hanno interessato la nostra scuola, alcuni ancora in corso. Non tutto sarà perfetto, ma il punto di forza da cogliere appieno è il valore del rientro, del ritrovarsi in presenza, che permetterà di recuperare il protagonismo degli studenti, una parte di loro “occultata” da uno schermo buio se non “allontanata” e “distanziata” da un radar “spento”.

5. Le Regole Covid e Scuola Innovativa e Inclusiva

Le regole che rispondono alle misure per affrontare la situazione epidemiologica da Covid 19 sono necessarie e devono essere rispettate da tutte e da tutti sempre e comunque, a scuola come fuori dalla scuola, da tutti i componenti la comunità scolastica. Solo rispettando tali regole (non frequentare la scuola con stati febbrili e tosse e raffreddore persistenti, distanziamento fisico, mascherina sempre e comunque, igienizzazione delle mani) possiamo far sì che non si verifichi nuovamente un lockdown. Le regole devono diventare patrimonio collettivo, a partire dalle studentesse e dagli studenti, da cui ci si aspetta anche un ruolo da protagonisti nel rispettare e nel far rispettare le regole, perché rispettando come singolo quanto prescritto si garantisce la salute propria e la salute di tutti gli altri. Solo se si fanno proprie tali misure possiamo ipotizzare uno scenario che va oltre l’emergenza, pur rimanendo sempre in uno stato emergenziale, è dunque necessario cogliere gli input e gli stimoli delle problematiche di un periodo così connotato, dalla digitalizzazione delle procedure e delle azioni innovative, alla necessità di essere inclusivi, facendosi carico di tutte e di tutti, a partire dai più fragili. Ora più che mai. In fondo preoccuparsi della salute delle persone, salute intesa in senso pieno non solo sanitario, secondo le definizioni promosse anche dall’OMS, non è in contraddizione ma in compenetrazione con il curarsi della loro educazione. Prendersi cura appunto, in tutti in sensi. “I care”, di donmilianiana memoria. Dobbiamo parlare di mascherine e di gel, ma continuare a parlare, come scuola, come comunità, come territorio, oserei dire come Paese, anche di strategie educative, sempre ricercando le metodologie didattiche più efficaci, per far fronte alla dispersione scolastica, alle povertà educative, alle emergenze formative. Noi come IIS Roncalli faremo la nostra parte, a partire dalla comunità professionale, con il contributo di tutte e di tutti. Faremo la nostra parte, a partire dall’ “abitare” nuovamente e con senso i locali della nostra scuola, pur delimitati da frecce, cartelli, indicazioni. I limiti necessari che non interromperanno i legami pur a distanza di sicurezza, perché la forza dell’educare saprà far leggere e percepire quei limiti come indispensabili, non in contrasto con le emozioni, i pensieri e i saperi all’interno dell’aula e di tutta la scuola, che continueranno a contaminarsi, senza rischio di contagio. Ritorna il flusso di pensieri, meno arruffati di prima, grazie all’averli messi in fila, condivisi…E ora si prova ad assaporare il “silenzio” interiore prima della ripartenza, prima di lunedì 14 settembre quando docenti, personale ATA, alunni e genitori leggerete queste note, tese in primis ad augurare BUON ANNO SCOLASTICO e a mettersi come sempre a disposizione.

Il Dirigente Scolastico

Gabriele Marini

dirigente@iisroncalli.it

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